Il valore della memoria e dei ricordi condivisi
L’esperienza dell’incontro intergenerazionale al Nido di Isera ha messo in luce quanto sia prezioso, nei contesti educativi, il dialogo tra età diverse. Quando bambini e nonni si incontrano, non si scambiano soltanto gesti e parole, ma mondi interi: si intrecciano tempi, esperienze e sguardi che si arricchiscono a vicenda.
La presenza dei nonni ha portato nel nido la lentezza del racconto, la pazienza dell’ascolto, il valore di un sapere che nasce dall’esperienza e si trasmette attraverso la relazione. Per i bambini, questo incontro ha significato avvicinarsi alla memoria viva, comprendere che il tempo non cancella, ma trasforma; che dentro ogni adulto c’è la traccia del bambino che è stato e che la storia di ognuno si intreccia con quella degli altri.
Il dialogo con i nonni ha favorito nei piccoli la curiosità, la meraviglia e la capacità di porre domande, promuovendo un apprendimento che nasce dall’emozione. In questo scambio continuo, la memoria non è più solo ricordo del passato, ma diventa strumento di conoscenza, luogo di identità e ponte tra le generazioni.
Anche per i nonni l’esperienza ha avuto un significato profondo: si sono sentiti accolti, riconosciuti e valorizzati come portatori di saperi, di storie e di affetti. Attraverso le proposte condivise, hanno potuto riscoprire la gioia di mettersi in gioco, di osservare i bambini crescere e di ritrovare, nei loro occhi curiosi, un riflesso della propria infanzia.
In questo incontro circolare tra memoria e scoperta, tra chi ricorda e chi impara, si manifesta uno dei sensi più autentici dell’educazione: crescere insieme, riconoscendo che ognuno — piccolo o grande — ha qualcosa da donare e qualcosa da accogliere.
Come ha detto un bambino, osservando la foto del suo nonno bambino:
“Allora anche il nonno era piccolo, come me.”
Una frase capace di racchiudere il cuore di tutto il progetto: la memoria che unisce, il ricordo che insegna, la relazione che fa crescere.