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  • Idee per il nido

La piazza del nido

In un’ecologia che riconosce l’intreccio di legami tra tutti i viventi, “la piazza” del nido non è soltanto uno spazio: è un ecosistema di relazioni in cui bambini, genitori, educatrici e comunità si incontrano, si osservano, si ascoltano.

È il luogo fisico che rende visibile il cuore del Manifesto Ecologico: tutto è interconnesso e interdipendente, e la cura dell’ambiente di vita coincide con la cura delle persone che lo abitano.

Attraverso l’esperienza del nido di Ravina, ne raccontiamo il significato e l’utilizzo, a partire dall’ambientamento.

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Nella piazza si pratica, giorno per giorno, la nostra visione: ecofilia come amore per i viventi e per i loro tempi; complessità come consapevolezza di sistemi che si influenzano a vicenda; saperi che nascono dall’esperienza condivisa; cura di contesti accoglienti e comunità come suolo fertile di crescita reciproca.

Questo spazio comune, crocevia reale e simbolico della vita del nido, dà forma a relazioni che chiedono tempo, presenza, ascolto: un luogo in cui incontrarsi, riconoscersi e sentirsi parte di una comunità educante.

La piazza del nido di Ravina come ecosistema di accoglienza

Quando si entra al nido di Ravina, dopo pochi passi ci si ritrova nell’ampio spazio del salone. Questo ambiente comune, crocevia dei percorsi che conducono alle sezioni, è denominato “piazza”.

Il termine piazza deriva dal latino platĕa, che significa “via ampia”, a sua volta derivante dal greco platêia, “largo”. Già a livello etimologico richiama uno spazio capace di accogliere, abbracciare e contenere. La scelta di chiamare così il salone nasce dal desiderio di offrire ai bambini e alle famiglie un luogo in cui sentirsi accolti fin dai primi momenti di incontro con il nido.

Questa scelta si radica in una visione sistemica dell’educazione, nella quale il bambino non è considerato isolatamente, ma come parte di una rete di relazioni, affetti, storie ed esperienze che il nido accoglie e accompagna.

 

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La piazza in ambientamento, luogo del dialogo

Secondo Urie Bronfenbrenner, lo sviluppo prende forma all’interno dei sistemi relazionali che circondano la persona. Durante l’ambientamento anche i genitori attraversano un percorso fatto di emozioni, aspettative, domande e talvolta timori; incontrano il nido, le educatrici e pratiche educative che possono essere differenti dalle proprie esperienze.

La piazza si configura quindi come un luogo pensato anche per i genitori, dove emozioni, sfide e gioie possono trovare spazio, ascolto e riconoscimento in una fase particolarmente delicata, sia per i bambini sia per gli adulti.

Lo spazio è allestito con divani e librerie disposti attorno a un tappeto circolare, con l’intenzione di evocare un luogo aperto all’incontro, al dialogo e al confronto.

La circolarità degli arredi sostiene questa possibilità: nelle settimane di ambientamento permette ai genitori, insieme alla coordinatrice, alle educatrici, alla pedagogista o alla nutrizionista, di guardarsi negli occhi, sostare, ascoltarsi e confrontarsi. Durante i momenti di distacco, i divani accolgono racconti, emozioni e pensieri, offrendo un contesto in cui le preoccupazioni e le domande possono essere condivise.

Costruire fiducia e appartenenza

La piazza è inoltre un luogo di incontro tra genitori, uno spazio in cui conoscersi e riconoscersi nei percorsi dell’essere famiglia.

Dalla piazza è possibile osservare la vita quotidiana del nido: i ritmi della giornata, le routine, il lavoro delle diverse figure professionali.
Questa posizione centrale favorisce una progressiva familiarità con il contesto educativo, che smette di apparire estraneo e diventa uno spazio conosciuto e condiviso. Anche la possibilità di incontrare tutte le persone che operano nel servizio contribuisce a costruire fiducia e senso di appartenenza.
Uno spazio da vivere ogni giorno

La centralità della piazza non riguarda soltanto il periodo dell’ambientamento, ma accompagna l’intero anno educativo.

Rimane infatti uno spazio di accoglienza per le famiglie, con il desiderio che venga vissuto sempre più come un luogo familiare e condiviso che accompagna i momenti di saluto, di accoglienza e di ricongiungimento.

Da diversi anni, durante la mattina, trova posto un angolo del caffè, pensato per offrire un tempo lento e disteso, anche solo per pochi minuti, in cui incontrarsi e rallentare. Con la stessa intenzionalità sono allestite le librerie: una dedicata agli adulti e altre pensate per i bambini. Questi spazi sostengono momenti di lettura e condivisione tra genitori e figli, prima dell’ingresso in sezione o al termine della giornata.

La piazza è quindi il luogo di tutti e tutte.

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