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  • Idee per il nido

Diritti, Terra e relazioni: esperienze di comunità che educa

 

 

Tra Vigolo Baselga e Sopramonte, un percorso di continuità educativa che coglie gli stimoli delle giornate mondiali che celebrano i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e i Diritti della Terra, perché sono inseparabili. 

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Creare relazioni, generare incontri, trasmettere buone pratiche: non come contenuti da insegnare, ma come esperienze da vivere.

Da questo presupposto nascono le due giornate che hanno visto incontrarsi bambini e bambine, educatrici e insegnanti del nido “Padre Vittorio Tonini” di Vigolo Baselga, della scuola dell’infanzia e della scuola primaria di Sopramonte, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e della Giornata della Terra, celebrate rispettivamente il 20 novembre e il 22 aprile.

Due appuntamenti fortemente voluti e progettati insieme, frutto di un lavoro condiviso tra educatrici, insegnanti e le bibliotecarie Roberta e Deborah di Sopramonte.

Gli obiettivi erano chiari e profondi: rafforzare i legami con il territorio, riconoscere il valore della continuità educativa e sottolineare come il percorso di crescita di bambini e bambine abbia origine dalle prime esperienze al nido, per poi strutturarsi, ampliarsi e arricchirsi nel tempo. In questo cammino, il valore dell’incontro resta il cuore pulsante.

Vivere le tematiche, non spiegarle

È significativo che bambini e bambine possano incontrare alcune tematiche valoriali non come contenuti da spiegare o regole da apprendere, ma come esperienze da abitare con il corpo, con i gesti, con le relazioni.

 

Cura, attenzione, riconoscimento e libertà di espressione non sono traguardi educativi da raggiungere alla fine di un percorso, ma presupposti fondamentali per un’idea di infanzia che riconosce competenze, tempi e bisogni come elementi da rispettare e valorizzare fin dall’inizio.

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In questa cornice, il rispetto per l’altro si intreccia naturalmente con la cura del mondo che circonda i bambini e le bambine: la terra da toccare e scavare, i materiali naturali da esplorare, le tracce lasciate dagli animali, gli oggetti trovati e osservati con attenzione.

Prendersi cura dell’ambiente e delle altre forme di vita diventa così parte di un’esperienza educativa quotidiana, concreta, profondamente connessa al modo di stare insieme.

Le realtà educative di Vigolo Baselga e Sopramonte hanno scelto di rendere visibile questo pensiero pedagogico attraverso l’incontro: creando contesti condivisi in cui bambini di età diverse potessero riconoscersi, esplorare insieme e sentirsi parte di una stessa comunità educante.

Le due giornate sono diventate così spazi reali di relazione, in cui i valori dei diritti e della cura della Terra hanno preso forma nelle esperienze vissute, nei gesti quotidiani e nel modo di abitare insieme il tempo e gli spazi.

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Gli incontri hanno offerto ai bambini e alle bambine la possibilità di sentirsi parte di uno spazio condiviso, in cui la presenza degli altri – adulti e bambini – diventava una risorsa. Stare insieme ha significato riconoscersi, guardarsi, aspettarsi, muoversi nel rispetto dei tempi di ciascuno, dentro un contesto che ha sostenuto attenzione reciproca e cura delle relazioni.

Le letture, accompagnate dalle bibliotecarie, hanno permesso ai bambini di immergersi in storie e racconti che hanno intrecciato narrazione e piccoli spunti di esplorazione scientifica, offrendo nuove possibilità di osservazione e di riflessione a partire dall’esperienza vissuta.

In seguito sono stati proposti diversi spazi di gioco. Bambine e bambini hanno potuto muoversi liberamente, lasciandosi guidare dalla curiosità e dal piacere della scoperta. Tra le proposte:

  • la caccia ai diritti, in cui grandi e piccoli cercavano immagini legate ai cinque diritti scelti come focus della giornata;
  • le tracce di fango e lo scavare nella terra;
  • la caccia all’oggetto, per esplorare differenze di consistenze e forme.

Il gioco come linguaggio di relazione

L’incontro tra bambini e bambine ha fatto emergere una dolce attenzione verso l’altro. Il gioco è diventato occasione per condividere, prendersi per mano, scambiarsi gesti gentili, partecipare con gioia.

La gentilezza ha avuto un ruolo speciale. I bambini più grandi si sono mostrati sensibili ai tempi dei più piccoli, pronti ad accompagnarli, coinvolgerli e incuriosirli. Con naturalezza, hanno messo a disposizione ciò che sanno, trasformando il loro essere “grandi” in un dono prezioso da offrire agli altri.

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Diritti e Terra come pratiche quotidiane

Le giornate dedicate ai diritti dell’infanzia e alla Terra hanno rimesso al centro un aspetto fondamentale del lavoro educativo: diritti e cura dell’ambiente si costruiscono nella quotidianità, attraverso gesti concreti e scelte coerenti.

Non sono temi da richiamare in modo episodico, ma dimensioni che attraversano il modo in cui si abita il tempo educativo, si organizzano gli spazi, si accompagnano le esperienze.

Quando gli adulti agiscono fin dall’inizio con intenzionalità pedagogica, attenzione e coerenza, i bambini e le bambine fanno esperienza di un contesto che li riconosce e li sostiene. È in queste condizioni che può prendere forma una comunità capace di educare: una comunità che guarda al futuro partendo dalle relazioni, dal rispetto e dalla cura, ponendo davvero i più piccoli al centro.

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