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Coltiviamo vita buona educando al non spreco alimentare

La giornata contro lo spreco alimentare, che si celebra il 5 febbraio, è un’occasione per raccontare come dentro i servizi per l’infanzia ci impegniamo concretamente perché ogni giorno sia un giorno senza spreco alimentare, ma anche per educare chi crescendo farà le proprie scelte in fatto di alimentazione a farlo con consapevolezza e rispetto per i frutti della terra. 

La parola Ecofilia, del nostro Manifesto ecologico, vive dentro la quotidianità dei servizi per l’infanzia. 

In questo articolo raccontiamo il progetto del nido di Isera, che ha messo al centro del suo percorso le mele imperfette. 

“Educare significa prendersi cura dei bambini e delle bambine, delle relazioni, dei contesti e dell’ambiente naturale che ci accoglie e ci sostiene.”

Sono queste le parole che aprono il nostro sito e che sono diventate il punto di partenza e l’ispirazione di un progetto che ha coinvolto il nido di Isera. Un percorso educativo che ha intrecciato relazioni, esperienze condivise e contesti di sensibilizzazione, valorizzando il territorio come spazio educativo e la comunità come contesto di crescita.

Un contadino del posto, che accoglie abitualmente anche bambine e bambini delle scuole, ci ha ospitati tra i filari del suo campo agroecologico, dove attraverso la raccolta della frutta coltivata senza l’uso di sostanze chimiche abbiamo avviato  un progetto di educazione ambientale e alimentare.

In novembre, bambine e bambini della sezione grandi, muniti di carretto e cestini, hanno partecipato alla raccolta di mele di seconda scelta: frutti caduti a terra, leggermente ammaccati, troppo piccoli o dalla forma irregolare.

Mele che spesso non rispondono ai criteri estetici del mercato e che, per questo, vengono scartate. Proprio queste caratteristiche sono diventate occasione educativa, permettendo ai bambini di sperimentare concretamente il valore della cura, del rispetto per le risorse naturali e della riduzione dello spreco.

Attraverso l’esperienza diretta, i bambini hanno potuto costruire significati legati all’origine del cibo, al rapporto tra uomo e natura e alla responsabilità individuale e collettiva nei confronti dell’ambiente. La raccolta non è stata solo un’azione pratica, ma anche un momento di osservazione, confronto e narrazione, in cui ogni mela, pur diversa dalle altre, è stata riconosciuta come preziosa.

Bambino-mela

L’esperienza della raccolta, vissuta all’esterno, è proseguita anche all’interno del nido, rafforzando il senso di continuità educativa tra il “fuori” e il “dentro”. I bambini e le bambine, fieri del raccolto, hanno scelto di condividerlo con tutte le figure che abitano quotidianamente il servizio. In particolare, il coinvolgimento della cuoca ha reso visibile il valore della collaborazione e della corresponsabilità educativa: dalle mele raccolte è nato uno speciale risotto alla mela, preparato e servito ai bambini, che hanno potuto gustare un piatto cucinato proprio con i frutti del loro lavoro.

Nei giorni successivi, l’esperienza si è arricchita di un ulteriore momento di condivisione: i bambini della sezione grandi hanno offerto le mele ai bambini e alle bambine della sezione piccoli, favorendo uno scambio tra età diverse. I più piccoli hanno potuto ri-conoscere il frutto che quotidianamente consumano durante lo spuntino della mattina e osservale in varie forme — a pezzetti, frullato, in purea — sfruttato i momenti di cura quali lo spuntino come occasione attiva per osservare ampliando le possibilità di esplorazione e di scoperta.

Pezzi di mela, opportunamente essiccati, sono stati trasformati in granulati utilizzati per accompagnare esperienze sensoriali e manipolative che si sono protratte nelle settimane successive. In questo modo, ciò che solitamente viene scartato ha assunto un nuovo valore educativo, diventando occasione di esplorazione, curiosità e apprendimento.

Risotto-mela
Mela-mano

Questa attenzione nasce da un pensiero pedagogico che il servizio intende sostenere e promuovere: offrire ai bambini esperienze significative a partire da materiali naturali, valorizzandone le potenzialità educative e mantenendo uno sguardo consapevole e responsabile rispetto allo spreco alimentare.

L’idea di condivisione e l’impegno del servizio nel trasformare le esperienze dei bambini in esempi concreti di buone pratiche educative si è estesa anche alle famiglie, presso l’area di accoglienza del nido è stato allestito uno spazio pensato per rendere visibile e partecipata l’esperienza vissuta dai bambini. Qui, tutte le famiglie hanno avuto la possibilità di prendere una parte del raccolto e portarla a casa, prolungando l’esperienza educativa oltre il contesto del nido.

Documentazione-mele-quadrata

Nello stesso stand era presente anche una piccola iniziativa che mirava a garantire che ogni mela non destinata all’alimentazione umana venisse reindirizzata all’alimentazione animale, affinché nulla andasse sprecato. Nelle settimane successive, sono stati gli stessi bambini a portare le mele scartate alle mucche e ai cavalli, completando così un percorso che ha permesso loro di osservare e vivere in prima persona il ciclo del riuso e della cura.

Questo progetto ha mostrato come le esperienze quotidiane siano potenti occasioni educative quando sostenute da uno sguardo pedagogico intenzionale: educare alla sostenibilità, fin dalla prima infanzia, significa offrire esperienze che parlano attraverso i gesti quotidiani, rendendo visibili scelte consapevoli e rispettose delle risorse.

Il coinvolgimento del territorio, delle famiglie e delle diverse figure del servizio ha contribuito a costruire una reale comunità educante: coltivare la “vita buona” diventa così un impegno collettivo, che prende forma nelle pratiche educative di ogni giorno e accompagna i bambini nella costruzione di uno sguardo attento, curioso e responsabile verso il mondo che li circonda.

Mucche-mela

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