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Concorso “La sostenibilità in cooperativa”

Ci sono molti modi per diffondere un’idea di convivenza tra le persone e tra esseri umani e mondo naturale.


Tra i tanti sui quali investiamo ogni giorno, uno è stato partecipare al concorso fotografico nazionale di Confcooperative dedicato alla sostenibilità — portando le bambine e i bambini, che con la loro spontaneità hanno gioiosamente conquistato il quarto premio.

Foto sostenibilità sito

La fotografia

Felicità dopo la pioggia

Noi adulti vediamo palazzi e una pozzanghera. Bambine e bambini vedono montagne sullo sfondo e un mare dove navigare a salti. In questo contrasto sta la lezione dell’infanzia: la natura, anche nella sua forma più urbana e spontanea, è la prima alleata del gioco, della relazione e di una felicità sostenibile. È qui, nel “nulla” che noi spesso ignoriamo, che si costruiscono gli adulti consapevoli di domani, ricordandoci che proteggere il pianeta significa preservare proprio queste possibilità di autentica connessione e gioco libero per le generazioni future.

Sandra e educatrici foto premio

Da dove nasce questa immagine

Abbiamo scelto un momento spontaneo, ma nato da una progettazione pensata e sostenuta da un orizzonte importante ed elevato, quello della connessione con la natura nella quotidianità della vita di bambine e bambini.

Come ci raccontano Nada Michelon – autrice dello scatto – e Monica Rossi, le due educatrici presenti quel giorno e che vediamo in questa immagine insieme alla presidente Sandra Dodi, la fotografia è nata in una mattina d’autunno al nido d’infanzia di Lavis. Dopo un forte temporale, il sole è tornato a illuminare il cielo e le educatrici hanno deciso di uscire con i bambini per scoprire cosa la pioggia avesse lasciato. Era un’occasione perfetta per osservare i cambiamenti del paesaggio e vivere da vicino la natura che si trasforma.

Lungo il percorso, una grande pozzanghera ha catturato la loro attenzione. “È lei!”, hanno pensato: in quello specchio d’acqua hanno subito immaginato le esplorazioni e i giochi che sarebbero nati. I bambini si sono avvicinati, hanno iniziato a saltare, a lanciare sassolini, ad ascoltare i suoni che l’acqua produceva. In quel periodo stavano lavorando a una progettazione dedicata all’ascolto della natura e alla vita fuori, e quella mattina la pozzanghera è diventata un laboratorio naturale di suoni: il tonfo dei sassi, il suono diverso prodotto dai loro salti, lo scroscio lieve delle gocce che cadevano dalle foglie del vicino boschetto, il silenzio tra un rumore e l’altro.

L’esperienza racconta una scelta educativa che caratterizza il quotidiano del nido: stare fuori ogni volta che è possibile, anche durante e dopo la pioggia, per offrire ai bambini ciò che dentro non si trova — la sorpresa, l’imprevisto, la possibilità di toccare con mano i mutamenti del mondo naturale.

I bambini, quando possono, cercano l’acqua: si mettono sotto le gocce, raccolgono la pioggia con le mani o con quello che trovano intorno, ascoltano come cade, come scorre. Se li lasciamo liberi di farlo, scelgono di restare nella pioggia, non di evitarla. È uno sguardo che gli adulti spesso dimenticano, ma che loro custodiscono intatto.

Il commento di Sandra Dodi

La nostra presidente ha ricevuto il premio a Roma il 28 ottobre scorso da Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative.

“I bambini e le loro esperienze spontanee sono messaggeri preziosi di convivenza armoniosa tra esseri viventi: attraverso di loro possiamo leggere un modo diverso di abitare il mondo, fatto di curiosità, rispetto e relazione con ciò che li circonda.

Il nostro intento è utilizzare più canali e forme di comunicazione per parlare di ecologia umana e ambientale, un tema che sentiamo come sempre più urgente. 

L’educazione è uno strumento potente: attraverso i gesti quotidiani, le esperienze all’aperto, le scoperte condivise, può rendere concreto ciò che purtroppo spesso resta solo un principio.”

Sandra premiazione

“La sostenibilità non ha età: è un valore che si può e si deve praticare fin da piccoli.

Sono felice che questa fotografia sia stata premiata. I bambini sono spesso invisibili nella nostra comunità, e questo riconoscimento dà visibilità al loro sguardo e al loro modo di stare nel mondo.

Noi lavoriamo con un’infanzia fortunata, ma non posso non ricordare l’altra infanzia: quella a cui sono stati negati i diritti, le opportunità, i sogni. A loro vogliamo continuare a pensare ogni volta che parliamo di sostenibilità, perché educare alla cura del mondo significa anche educare alla giustizia e all’uguaglianza.”

Premiazione concorso foto gruppo

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